Cenni Storici su Firenze, per il turista che vuole saperne di più...

Centro storico di FirenzeSi ritiene che anticamente la zona della Valle dell'Arno, l'odierna Firenze, fossa abitata dalle tribù neolitiche dei liguri, provenienti dall'Italia settentrionale.
Le origini degli etruschi rimangono comunque assai misteriose, dato sicuro è il fatto che essi abbiano costituito un primo insediamento nei dintorni di Fiesole intornoall' IX sec.a.C.

Intorno al 59 a.C, anno in cui Cesare divenne console a Roma,lo stesso fondò una guarnigione per i reduci di guerra sull'Arno, chiamandola Florentia ("la fiorente"), la cui costruzione avvenne molto probabilmente a partire dal 30a.C.
Florentia sorgeva in prossimità di uno strategico punto di attraversamento del fiume e la sua configurazione rispecchiava in tutto e per tutto il prototipo di città romana.

La prima vera rivoluzione urbana avvenne durante il regno di Adriano, II sec, che donò alla città uno stabilimento termale e l'anfiteatro. Sotto Diocleziano, verso la fine del III sec., Florentia divenne la capitale della Regio Tuscia et Umbria.
Di lì a poco, l'Italia e l'Impero Romano d'Occidente si trovarono a far fronte a diverse invasioni barbariche che culminarono con l'incoronazione del re ostrogoto Teodorico nel 493.

Dopodichè i longobaridi presero il controllo su gran parte dell'Italia settentrionale compresa Florentia. 

Medioevo

Una volta creato il Sacro Romano Impero, con l'incoronazione di Carlo Magno nell'800, Tuscia passò sotto di esso e comprendeva le attuali Toscana, Umbria, Corsica e buona parte del Lazio.
Proprio sotto il ducato di Matilde di Canossa Firenze vantava di circa ventimila abitanti e aveva assunto un ruolo importante come capoluogo di regione. Dopo la morte della duchessa la situazione peggiorò con Federico Barbarossa il quale era intenzionato a riportare la città sotto il controllo regio.
E' questo il periodio della nascita dei primi comuni, grazie ai quali le famiglie influenti tentavano di accreditarsi il potere. In questo periodo a Firenze sorgono due fazioni contrapposte: i guelfi e i ghibellini. I primi sostenitori del papa, i secondi dell'Imperatore. I guelfi, per lo più costituiti da ricchio mercanti, pretendevano una maggiore autonomia rispetto a quella che l'Imperatore del sacro Romano Impero era disposto a concedere, mentre i ghibellini erano tendenzialmente famiglie nobili che in una certa misura, intendevano far parte del potere imperiale. Intorno al 1250 ormai i guelfi erano riusciti ad imporsi a Siena, Pisa e in altre città toscane.
La divergenza di vedute però porto i guelfi alla scissione in due fazioni distinte: guelfi neri e guelfi bianchi. I guelfi neri, con l'aiuto del Papa, riuscirono a prevaricare sui bianchi i quali furono in seguito esiliati,(tra questi anche Dante Alighieri).

Nonostante la grave peste che, secondo quanto riportato dallo storico e scrittore Villani, si abbattè su Firenze nel 1333, la città dimostrò molta capacità nell' afforntare la situazione, tanto che decise di scendere in guerra e assoggettare San Gimignano, Volterra, Pistoia, Prato e Pisa.
La situazione era comunque delle peggiori e, carestie, saccheggi, tasse portarono nel 1378 ad una rivolta popolare. Essa si concluse con un periodo di incerta stabilità in cui i fiorentini decisero di imporre il catasto, il primo sistema di riscossione dei tributi in base al reddito. 

L'ascesa dei Medici

Nel corso del XV secolo una grande influenza su Firenze ebbe proprio la famiglia di Giovanni Bicci dei Medici. Quando nel 1429, il figlio maggiore Cosimo, divenne paterfamilias, gli Abizi, altra nota famiglia fiorentina, architettarono una soluzione per mandarlo in esilio.
Alla fine però furono proprio gli Abizi ad avere la peggio e ad essere espulsi da Firenze. Cosimo dè Medici rimase alla guida di Firenze per più di trentanni incrementando il potere e la prosperità della città.
Fino alla sua morte, nel 1464, la città conobbe un raro momento di pace e raggiunse i circa 70.000 abitanti. Dopo Cosimo prese il potere il figlio Piero che ebbe il merito di fissare alcune leggi importanti anche se il ruolo forse più riconosciuto nella storia va senza alcun dubbio al nipote di Cosimo, Lorenzo.
La famiglia dei Pazzi aveva capito che Lorenzo sarebbe divenuto una personalità molto influente a Firenze e per questo aveva organizzato contro di lui un complotto nel quale però cadde il fratello di Lorenzo, Giuliano, il 26 aprile 1478 durante la messa nel Duomo.
Dopo la conseguente fuga, Lorenzo fondò il Consiglio dei Settanta, con poteri superiori a quelli della signoria e fu riconosciuto da tutti come Lorenzo il Magnifico.
Dopo la sua morte, a soli 43 anni, il potere passò nelle mani del figlio Piero e determinò un periodo davvero oscuro per Firenze. 

La Repubblica di Savonarola

Cacciato Piero dei Medici dopo soli due anni, nel 1494 fu restaurata la repubblica e venne di nuovo modificata la costituzione. Si andava profilando così un clima del tutto nuovo, inaugurato dal frate domenicano Girolamo Savonarola. Egli guidò la organizzazione secondo il modello veneziano e istituì il Consiglio dei Cinquecento che fungeva da assemblea parlamentare. Ma Savonarola suscitò subito problemi in quanto accusò la Chiesa di corruzione e sregolatezze.
Erano periodi di fame e carestia e il fatto che Savonarola continuasse a professarsi prescelto emissario di Dio peggiorò solo la situazione.
Messo in cattiva luce dai francescani, rivali storici dei domenicani, dopo una serie di discordie, il 22 maggio 1498 Savonarola fu impiccato e bruciato sul rogo con l'accusa di eresia, in Piazza della Signoria.

Intorno al 1512 la situazione tentò di essere ripresa da parte della famiglia dei Medici la quale però aveva perso tanta influenza a Firenze. I sostenitori dei Medici tentarono di dare fiducia a Cosimo, discendente del primo Cosimo dei Medici, al quale si riconosce il merito di aver fatto costruire gli Uffizi per ospitare tutti i dipartimenti governativi.
Dopo una serie di brevi e inefficaci dominazioni, le potenze europeeavevano affrontato il problema della "successione toscana" e nominarono Francesco III, duca di Lorena e marito dell'Imperatrice Maria Teresa d'Austria.

Gli Asburgo-Lorena e Napoleone 

Francesco III e Maria Teresa d' Austria, pur avendo provedduto in qualche modo a migliorare la situazione fiorentina, non erano visti in modo benevolo dalle altre autorità in quanto accusati di depauperare sistematicamente le risorse di Firenze in favore dell'impero austriaco.
Con l'arrivo di Leopoldo, nel 1765, la situazione migliorò in quanto venne abolita la tortura e la pena di morte, venne soppressa l'inquisizione, avviò la costruzione di scuole per poveri, sollecitò il comune di Firenze a ripulire la città e introdurre il sistema di denominazione della strade.

Fu succeduto dal figli Ferdinando III, il quale si trovò a dover affrontare Napoleone Bonaparte che nominò la sorella, Elisa Baciocchi, granduchessa di Toscana.
Dopo la caduta di Napoleone, la Restaurazione ripristinò Ferdinando III alla guida della Toscana. Nel 1824 la sua morte gettò la popolazione nello sconforto. 

L'Unità d'Italia

Dopo Ferdinando fu la volta del figliom Leopoldo II, il quale sotto la spinta delle insurrezioni del 1848 fu costretto a rifugiarsi a Vienna. Il suo rientro non servì a cambiare il destino di Firenze tanto che il 15 marzo del 1860 il granducato di Firenze annunciò l'adesione al Regno di Sardegna.

Nel 1861 si ha l'Unità d'Italia, retta da una monarchia costituzionale.

Nel 1865 re Vittorio Emanuele e il governo nazionale si trasferirono a Firenze e in questi cinque anni in cui fu capitale, Firenze assunse buona parte del suo aspetto attuale.

Le Guerre Mondiali

Nel 1920 i fascisti di Benito Mussolini avevano ormai aperto diverse sedi a Firenze, Il 22 ottobre Mussolini marciò su Roma e a Firenze 2000 fascisti assunsero il controllo degli edifici stretegici come la stazione ferroviaria e le sedi delle telecomunicazioni.
Per al sua fedeltà alla città furono concessi un nuovo stadio a Campo di Marte e al stazione di Santa Maria Novella, in più ricevette la visita onoraria di Mussolini e del suo alleato tedesco Hitler.

Quando firmò l'armistizio, l'Italia si arrese ma non i tedeschi che a Firenze avevano istituito il loro quartier generale in piazza San Marco, mentre le SS praticavano le loro torture in locale in Via Bolognese.
Quando le forze alleate si avvicinarono alle linee tedesche nei pressi di Firenze, nel 1944 l'alto comando tedesco decise di distruggere tutti i ponti della città, tranne il Ponte Vecchio.
All'alba del 4 agosto i ponti fiorentini saltarono in aria. Gli ultimi soldati tedeschi si ritirarono da Fiesole il 7 settembre.